I miracoli di Santa Agostina Pietrantoni

Sulla strada della Santita'

Il termine miracolo deriva dal verbo latino “mirari”: ammirare, meravigliarsi.

Il miracolo sta ad indicare un fatto prodigioso - dall’esito positivo - che non si può spiegare facendo ricorso alle sole leggi della natura e degli avvenimenti umani. La sua portata risulta superiore a qualunque tentativo di comprensione basato sulla ragione e sull’esperienza e per tale motivo viene attribuito comunemente ad un intervento soprannaturale e divino. La Chiesa Cattolica afferma che nessuno  può definirsi santo finché è in vita.
Per stabilire la santità di una persona la Chiesa ha bisogno infatti - oltre alla testimonianza dell’eroicità delle sue virtù -  di documentare tutti quegli eventi mirabili e prodigiosi avvenuti, dopo la morte, per sua specifica intercessione.
La gente del popolo ha considerato Suor Agostina santa, già al momento dei suoi funerali, partecipando in massa alle sue esequie.
Ma quali sono stati i miracoli da Lei compiuti che hanno permesso di venerarla come tale?
Elencare e descrivere i fatti pubblici e miracolosi che sono serviti alla Chiesa per poter elevare Livia Pietrantoni agli onori degli altari, appare assolutamente indispensabile.


Italia, Roma Ottobre 1928

Una Suora della Carità, Suor Terenzia Fontana, Superiora all’Ospedale Militare del Celio, è colpita da una forma acuta di pielo – cistite (cioè da un’infiammazione ai reni). Ai medici il caso appare subito difficile; per il sopraggiungere di un gravissimo episodio di setticemia, si decide di consultare un professore di sicura e larga fama che, dopo aver formulato la diagnosi di pionefrosi sinistra con grave infezione generale a tipo settico – pionemico, afferma di non sperare molto sulla sorte della Suora. Nonostante tutto, i medici intervengono chirurgicamente. Il 7 ottobre, la Superiora delle Suore della Carità dell’Ospedale Romano Littorio – oggi San Camillo – va a trovare l’inferma e porta con sé una piccola pezza intrisa del sangue di Suor Agostina. La Superiora suggerisce alle 40 Suore del Celio di offrire una novena alla giovane martire supplicandola di intercedere presso Dio per la guarigione di Suor Terenzia. Al terzo giorno della novena, con meraviglia di tutti, la malata comincia a migliorare sensibilmente fino alla scomparsa totale dell’infezione.

Francia Ottobre 1933

Una delle Suore della Carità addetta all’Ospedale Psichiatrico di Premonté – Suor Domenica Alexander – inizia ad avvertire i sintomi di una malattia gravissima. Dopo essere stata sottoposta all’esame radiografico richiesto, i medici dell’Ospedale accertano la presenza di una lesione alla colonna vertebrale che costringe la donna all’immobilità. Con il passare dei mesi il male si estende e giunge a livello della nuca. Suor Domenica comincia a pregare e a chiedere l’intervento di Suor Agostina ma non ottiene nessun risultato apparente. Non si scoraggia, però, e dopo una seconda ed una terza novena, le sue preghiere vengono ascoltate. Il 13 Novembre 1935 – in occasione dell’anniversario della morte di Suor Agostina –  arriva, infatti, il miracolo tanto atteso: una guarigione istantanea, totale e definitiva. Ecco come la miracolata ha raccontato l’evento: “Era l’ora in cui le consorelle attendevano in Cappella alla meditazione comune ed io ero rimasta sola da circa un quarto d’ora; dal mio letto, unita in spirito alle suore che stavano pregando, facevo la mia meditazione lagnandomi dolcemente con il buon Gesù ed invocandolo con fervore che avesse pietà di me, e che per intercessione di Suor Agostina mi accordasse la grazia della guarigione, abbandonandomi tuttavia ai suoi santi voleri… Tutto ad un tratto mi sentii come spinta da una voce interna “Alzati, non esitare, vieni alla tribuna a ringraziarmi”  e al tempo stesso provai una sensazione improvvisa in tutto il mio corpo, come se un nuovo vigore mi desse la vita. Di scatto mi levai; mi vestii in succinto ed in fretta mi diressi alla tribuna della Cappella. Colà genuflessa, senza busti né appoggi di sorta, potei recitare di seguito e con le braccia in croce sei Pater, senza provare la più lieve fatica”.Il giorno dopo, il 14 Novembre del 1935, Suor Domenica riprende servizio regolare, dopo aver assistito alla Messa della comunità in segno di ringraziamento.

Italia Settembre 1935

La madre di Suor Maddalena Jalenti, novizia delle Suore della Carità, è colpita da una grave forma di periostite flemmosa: la sua fine è prossima e sicura. Suor Maddalena comincia a pregare intensamente Suor Agostina: “ O Tu, che per la carità hai dato la vita, va e con la tua mano pietosa guarisci la mamma mia; assistila, come assistevi i malati quando eri sulla terra, perché in cielo non è venuta meno né la tua carità, né la tua potenza!”. Dopo aver finito di pregare, la novizia ha la sensazione di essere stata esaudita. Sua madre, in effetti, guarisce miracolosamente e così attesta il referto medico: “Senza cure, con tutte le parvenze del miracolo, rapidamente e spontaneamente in una giornata, la malattia si risolse e l’ammalata passò quasi da morte a vita”.

Italia, Roma - Ospedale Santo Spirito Novembre 1935

L’infermiera D’Angelo Maria in Somma è colpita da una grave quanto dolorosa patologia infettiva sulla parte destra del collo. Dopo 4 giorni d’acuti dolori, consulta un chirurgo che le diagnostica un’infiammazione del tessuto cellulare sottocutaneo (cioè un flemmone) nella parte mascellare destra del viso e del collo. L’unico rimedio possibile consiste nell’ intervenire chirurgicamente! Una Suora del reparto in cui la signora Maria presta servizio, le regala un’immagine di Suor Agostina e le consiglia di ricorrere a Lei. La notte antecedente l’operazione, Maria giace nel suo letto sofferente e prega instancabilmente. Suo marito la veglia con amore. Prima dell’alba, la donna percepisce la presenza si qualcuno che le avvolge delicatamente il viso con una benda di lana. Convinta che si tratti della madre, la chiama più volte. Il marito dell’ammalata le risponde che sua madre è tornata a casa sua la sera precedente e che nella stanza non è entrato più nessuno. La donna pensa di aver sognato ma, intanto, il dolore è sparito del tutto. Si tocca con titubanza la parte malata e si accorge, con meraviglia e stupore, che insieme al dolore è scomparsa anche ogni altra traccia della malattia. Il giorno dopo, l’infermiera riprende a lavorare regolarmente.

Italia, Cavalle-Adria (Rovigo) 5 Settembre 1950

Un ragazzino di sette anni, Vittorio Berti, finisce sotto le ruote del trattore agricolo del padre. Le pesanti ruote passano sull’addome del piccolo, provocando danni devastanti. All’Ospedale di Adria i medici si rendono conto che non c’è più nulla da fare e decidono di non operare il bambino, per non procurargli altri inutili dolori. I familiari pregano con grande fede Suor Agostina: durante la notte Vittorio si sveglia e chiede del cibo. Al mattino i dottori non trovano più nessuna traccia del trauma. Il ragazzo è completamente guarito!

Italia, Ozzano Monferrato 7 Marzo 1952

Una bambina di quattro anni, Caterina Monzeglio, sta giocando in casa sua, intorno al caminetto. All’improvviso un grido! La bimba si è ferita all’occhio sinistro, con un ferro rovente. La mamma accorre ed urla disperata, vedendo il danno subito da sua figlia. Il medico, chiamato d’urgenza, sentenzia: grave lesione corneale, che comporta la perdita dell’occhio. Mentre Caterina dorme, i familiari invocano Suor Agostina ed al mattino i medici non trovano traccia né della lesione, né della gravissima ustione.

Italia, Roma - Piazza San Pietro 12 Novembre 1972

I fatti “mirabili” appena descritti, sono quelli che hanno permesso alla Chiesa di aprire il processo per la beatificazione di Suor Agostina. Esso si concluse il 12 Novembre del 1972, quando la donna fu proclamata “BEATA”, nella Basilica di San Pietro, alla presenza del Santo Padre, Paolo VI. Il processo ordinario informativo, presso le autorità competenti, era stato aperto e ultimato a Roma negli anni a cavallo tra il 1936 ed il 1937. Questo primo atto determinò la ricognizione della salma della Venerabile Martire; il 3 Febbraio del 1941 le sue spoglie mortali furono riesumate dalla tomba del cimitero del Verano - nella quale riposavano ormai dal 1894 - e furono trasportate nella Casa Madre delle Suore della Carità, sull’Aventino. Dopo aver aperto le casse di zinco e di ferro contenenti i resti di Suor Agostina, fu eseguita una perizia medica su di essi; successivamente le sue spoglie furono di nuovo chiuse e sigillate in una cassa di zinco che venne murata in un loculo presso l’altare della Madonna, nella Cappella delle Suore, il 15 Marzo del 1941. Una lapide di marmo bianco ricordava: “Qui dorme composta nella pace del Santuario tra il devoto affetto delle Sorelle di Religione – la Serva di Dio Suor Agostina Pietrantoni – che nell’Ospedale di Santo Spirito in Roma trafitta da lama omicida cadde vittima di carità con sul labbro il nome della celeste Madre e la parola divina del perdono”.Il miracolo che successivamente ha consentito alla Chiesa di proclamare Suor Agostina “Santa tra i Santi di Dio”, è avvenuto nell’Isola di Malta.

Isola di Malta Luglio 1985

Patrick Chaparra (nella foto ad inizio pagina, tra due pronipoti di Suor Agostina) nasce a Malta il 12 Agosto del 1978. A sette anni, il 28 Aprile del 1985, fa la sua prima Comunione. La malattia non sopraggiunge all’improvviso: il primo ad accorgersi di certe difficoltà di Patrick è il padre. Il 30 Luglio del 1985 il bambino viene ricoverato nella sala di pediatria  “Wonderland” dell’Ospedale di La Valletta di Malta. La diagnosi è gravissima: il paziente è stato colpito da neoplasia maligna del tronco cerebrale con emiplegia destra, emiparesi sinistra, paralisi dei nervi cranici, coma profondo e di lunga durata, neurofibromatosi di Recklingeusen di 1° tipo.Affetto da tumore osseo alla spina dorsale, il giovane viene preso in cura dal pediatra Dr. Herbert Lenicker, primario del reparto.Quando entra in Ospedale, il bimbo pesa 24 Kg.; quando esce, dieci mesi dopo, ne pesa soltanto 13! La situazione appare disperata. Una zia del ragazzo e la caposala del reparto pediatrico dell’Ospedale “La Valletta” sono Suore della Carità e fin dal ricovero invitano i genitori e i parenti di Patrick a pregare la Beata Agostina. La caposala Suor Maria Antida Misfud, attacca sul letto del piccolo ricoverato l’immagine di Suor Agostina. Questa caritatevole Suora così racconta l’evento: “Pregavo spontaneamente la Beata Agostina come se fosse mia sorella e dicevo: Cara Sorella Agostina, la nostra fondatrice Giovanna Antida Thouret fu proclamata Santa con un miracolo fatto a Malta; fate anche Voi questo dono di guarigione al nostro piccolo bambino maltese, Patrick”.  Il 21 maggio del 1986 viene presa la decisione di riportare a casa il piccolo Patrick: le speranze di una guarigione sono ormai svanite… ma le preghiere alla Beata Agostina aumentano.Il ragazzo si rimette completamente! La Caposala racconta in questo modo il fatto prodigioso: “La mamma mi telefonò per dirmi che Patrick parla e cammina! Questo ragazzo che è stato senza poter mangiare e muoversi per tanti mesi, adesso cammina, parla e fa tutto da sé”. Questa guarigione fu riconosciuta con validità giuridica dalla Congregazione, il 29 Marzo del 1996. Il 17 Aprile del 1997 la Consulta Medica emise, all’unanimità, parere affermativo sulla natura inspiegabile della scomparsa del male. Il 7 Ottobre dello stesso anno i Consultori Teologi si riunirono per definire la guarigione di Patrick Chaparra inspiegabile dal punto di vista scientifico e al di fuori delle leggi che regolano gli eventi naturali. Il 20 Gennaio del 1998 si riunì una Commissione di Cardinali e di Vescovi che riconobbero, come la guarigione miracolosa del ragazzo, fosse avvenuta per specifica intercessione di Suor Agostina. Il 6 Aprile del 1998 – in Piazza San Pietro – alla presenza di Giovanni Paolo II, fu promulgato il Decreto sul miracolo. Roma – Piazza San Pietro, 18 Aprile 1999 Piazza San Pietro è in festa… Una grande folla gremisce la Piazza. Papa Giovanni Paolo II proclama Santa Suor Agostina Pietrantoni  e la propone come modello di santità a tutto il popolo cristiano.